• I ZAPPO

    VA        ZAPP ……..A………………è      PECORELLE L’AP     PIù FAMOSA …WATS..APP . SECONDO ME è ABBASTANZA IMPERTINENTE, IO LA USO  MA  POCO ,SOLO PER LE COSE UTILI, LE PRODUZIONI MULTIMEDIALI VENGONO PUBBLICATE NEL SOCIAL PER ECCELLENZA PECORELLE2(POST,FOTO,ALBUMFOTO ; ) SUL MIO PROFILO FACEBOOK, IL TUTTO COORDINATO CON IL MIO DOMINIO REGGIOLA .COM.  I ZAP …………….HO INIZIATO A “ZAPPARE” ZAPPARE . OVVERO “ZAPPULIARE” ZAPPETTARE ,PER TOGLIERE LE INFESTANTI, LA PRIMA COLTIVAZIONE DA PULIRE DALLE PIANTE INFESTANTI

    è L ‘ ALLIUM  SATIVA………..AGLIO parco della silaCOLTIVAZIONE 20160222_110432 MOLTO  INTERESSANTE PERCHè la coltivazione  NECESSITà  di poca acqua essendo ,i bulbi trapiantati l’anno precedente foto del primo giorno come potete osservare ,d’ erba infestante se ne vede ancora molto ,essendo la prima zappettatura per togliere l’erbacce le altre foto delle ultime lavorazioni ………………..in seguito  ……………………….I…zap……veramente  !

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  • AZIENDA AGRICOLA MULTIMEDIALE

    I PARAMETRI DI SELEZIONE PER ATTINGERE AI FONDI EUROPEI ,
    PER UNA PICCOLA AZIENDA COME LA MIA CON PRODUTTIVITà IRRISORIA DOVUTI AGLI
    SVANTAGGI DELLA MONTAGNA ,
    ED INPARTICOLARE DELL’INSUFFICIENZA IDRICA DEL MIO FONDO AGRICOLO.
    PROBLEMI SOSTANZIALMENTE DI POCO CONTO ,
    A CONFRONTO DELLA FEROCIA DELLA BELVA BUROCRATICA, NON CHè RIFERIMENTI DI LEGGE NON
    ADEGUATI ALLE ULTIME NORMATIVE EUROPEE, PREZZARI AGRICOLI,CONTEGGIO UNITà LOVORATIVE UOMO PER ETTARO (ULU)
    ANACRONISTICI,
    ATTIVITà CONNESSE NON CONSIDERATE,
    SEI QUI IN CALABRIA DOVE IL CELO E AZZURRO TUTTI LAVORANO
    TUTTI…..SPIACCICANO PAROLE NEL PERIODO ELETTORALE …….AMBIENTE
    NATURA ,CULTURA ,TRADIZIONE ,
    ANTICHI MESTIERI, PRODOTTI DI NICCHIA,
    TURISMO, SALVAGUARDIA AMBIENTALE,CULTURA,
    E CIAO CI RIVEDIAMO FRA 5 ANNI O FORSE PRIMA
    L’impresa agricola multifunzionale
    Con l’entrata in vigore del D. Lgs. 18-05-2001,
    n° 228, La nuova disciplina applicabile al settore prevede,
    a fianco della funzione prioritaria
    volta alla produzione di beni agroalimentari,
    attività dirette a salvaguardare il territoriorurale e la
    produzione di nuovi servizi di natura turistica,
    ricreativa e sportiva che
    valorizzino l’ambiente.
    Ciò con riguardo, ad esempio,
    all’attività agrituristica,
    all’attività di vendita al dettaglio,
    al ruolo di conservazione e valorizzazione del territorio
    e del patrimonio rurale e
    forestale, di ricezione ed ospitalità
    e a nuovi servizi per la collettività sia in ambito
    rurale che in quello urbano. Con l’entrata in vigore
    del D. Lgs. 18-05-2001, n° 228,
    nell’art.1 assumere compiutamente attività
    connesse “…….“……. dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione,
    commercializzazione e valorizzazione che abbiano per oggetto prodotti ottenuti
    prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o
    dell’allevamento di animali,
    nonché le attività dirette alla fornitura di beni
    o servizi mediante l’utilizzazione
    prevalente di attrezzature o
    risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività
    agricola esercitata,
    ivi comprese le attività di valorizzazione
    del territorio e del
    patrimonio rurale e forestale, non solo
    rivolte alla produzione, ma dirette alla gestione
    del territorio e alla fornitura di nuovi
    beni e servizi alla collettività.
    L’art. 14 consente in specifico l’instaurazione di collaborazioni
    tra enti pubblici ed agricoltori prioritariamente con lo scopo di promuovere
    le vocazioni produttive del
    territorio, la tutela delle produzioni di qualità e delle tradizioni locali,
    quindi delle
    tradizioni e dei prodotti tipici, biologici e di qualità
    che distinguono determinati distretti

    agroalimentari. reddito aziendale

    L’imprenditore agricolo è stato tradizionalmente “confinato”
    dal nostro ordinamento
    all’esercizio delle attività di coltivazione, silvicoltura,
    allevamento con la possibilità di
    svolgere solo quelle ulteriori pratiche rientranti
    nel normale esercizio dell’agricoltura
    (art. 2135 del codice civile approvato nel 1942).
    Solo negli anni ’90 il Parlamento ha avviato un deciso disegno di revisione
    della materia
    in concomitanza con gli indirizzi comunitari legati ad “Agenda 2000” e con le nuove
    tendenze a livello nazionale per la innovazione – semplificazione della macchina
    pubblica e per la riqualificazione dell’imprenditoria a sostegno dello sviluppo
    economico.
    Così, dapprima con la legge delega n. 59/1997, poi definitivamente con la legge n.
    57/01, venivano indicati al Governo gli obiettivi di orientamento e ristrutturazione del
    CASTAGCsettore, mutuando dalle linee programmatiche europee per lo sviluppo rurale, i
    principali ambiti destinati alla nuova impresa agricola;
    fra gli obiettivi prioritari veniva
    esplicitata la necessità di incentivarne il ruolo multifunzionale
    anche per indirizzare
    l’imprenditoria locale ad attività legate al territorio.
    Con l’entrata in vigore del D. Lgs. 18-05-2001, n° 228, viene definitivamente innovato
    il concetto di imprenditore agricolo attraverso la modifica dell’art. 2135 del codice civile
    e viene ridisegnato il suo ruolo nella conduzione dell’azienda.
    La nuova disciplina applicabile al settore prevede, a fianco della funzione prioritaria
    volta alla produzione di beni agroalimentari, attività dirette a salvaguardare il territorio
    20150820_074453rurale e la produzione di nuovi servizi di natura turistica, ricreativa e sportiva che
    valorizzino l’ambiente.
    Ciò con riguardo, ad esempio, all’attività agrituristica,
    all’attività di vendita al dettaglio,
    al ruolo di conservazione e valorizzazione del territorio
    e del patrimonio rurale e
    forestale,
    di ricezione ed ospitalità e
    a nuovi servizi per la collettività sia in ambito
    rurale che in quello urbano.
    Il punto chiave è la nuova definizione di imprenditore agricolo contenuta nell’art. 1 del
    decreto, che legittima l’azienda agricola ad assumere compiutamente attività
    connesse “…….
    dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione,
    commercializzazione e valorizzazione che abbiano per oggetto prodotti ottenuti
    prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco
    o dell’allevamento di animali,
    nonché le attività dirette alla fornitura
    noci2012di beni o servizi mediante l’utilizzazione
    prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività
    agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del
    patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla
    legge”.
    Nascono quindi nuove competenze e opportunità per l’imprenditore agricolo non solo
    rivolte alla produzione, ma dirette alla gestione del territorio e alla fornitura di nuovi
    DILLOA CASTAGNAbeni e servizi alla collettività.
    1.2 – Le attività extragricole di manutenzione del territorio
    La generica definizione di attività connesse che il decreto fornisce lascia ampio spazio
    alle tipologie di servizi che l’agricoltore può assumere, mantenendo comunque
    prioritario l’utilizzo di risorse e mezzi che normalmente vengono impiegati nell’attività
    agricola principale.broc2
    Grazie all’introduzione del concetto di attività connesse, lo stesso Decreto legislativo
    rende possibile con gli artt. 14 e 15 la stipula di veri e propri contratti di appalto e
    convenzioni tra aziende agricole e pubbliche amministrazioni.
    Se dal punto di vista degli enti pubblici si apre la possibilità di instaurare rapporti di
    collaborazione con chi vive e sviluppa la propria attività sul territorio, con conseguenti
    maggiori garanzie di custodia e salvaguardia dello stesso, dal punto di vista
    dell’imprenditore agricolo si crea la possibilità di svolgere attività, appunto connesse
    alla normale attività agricola, che permettono l’integrazione del reddito aziendale
    “tipico”, quindi il rafforzamento e lo sviluppo delle imprese.Image65
    L’art. 14 consente in specifico l’instaurazione di collaborazioni tra enti pubblici ed
    agricoltori prioritariamente con lo scopo di promuovere le vocazioni produttive del
    territorio, la tutela delle produzioni di qualità e delle tradizioni locali, quindi delle
    tradizioni e dei prodotti tipici, biologici e di qualità che distinguono determinati distretti
    agroalimentari. Questo apre la strada ad una maggior partecipazione degli agricoltori
    all’organizzazione e gestione di eventi promozionali rivolti in particolar modo al
    azieconsumatore finale, e un avvicinamento alla fase di programmazione attivata dagli enti
    pubblici territoriali.
    Con l’art. 15, invece, l’ente pubblico può sottoscrivere convenzioni e conferire appalti
    direttamente all’agricoltore per lo svolgimento di attività finalizzate alla sistemazione e
    5
    manutenzione del territorio in senso generale, quindi alla salvaguardia del paesaggio
    agrario e forestale, alla cura ed al mantenimento dell’assetto idrogeologico e pertanto
    prestazioni per la tutela della vocazioni produttive presenti.
    Interpretando la definizione tipologica fornita dalla legge si richiama ora un elenco
    delle possibili attività di servizio di sicuro interesse, estrapolando la relativa descrizione
    dalla classificazione ufficiale dell’Unione Europea:fondoagricolo
    −sfalcio, pulizia e manutenzione in parchi, giardini, zone a verde,
    −taglio alberi, potatura e servizi connessi alla silvicoltura,
    −pulizia fossi, scoline, pozzetti e cigli stradali,
    −sgombero neve e materiali ingombranti,
    −manutenzione viabilità minore e sentieristica,
    −manutenzione assetto scoli e canali di drenaggio,
    −manutenzione impianti sportivi,
    −protezione e miglioramento ambientale,
    −salvaguardia della fauna selvatica.
    I lavori ed i servizi sopra elencati, possono essere effettuati con
    “l’utilizzazione
    prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda,
    normalmente impiegate nell’attività
    agricola esercitata”
    (art. 2135 del Codice Civile). Ciò comporta la verifica da parte
    dell’amministrazione pubblica della adeguatezza della dotazione di macchine, mezzi e
    triontopiscinamateriali posseduti dall’azienda agricola con cui si appresta a sottoscrivere un appalto
    di servizi in rapporto ai contenuti e all’oggetto contrattuale.
    Contestualmente occorre verificare l’affidabilità tecnico-funzionale ed il rispetto delle
    norme di sicurezza per le attrezzature necessarie.
    La presenza del concetto di “prevalenza” lascia comunque la possibilità all’azienda
    agricola di utilizzare anche attrezzature o risorse non proprie, quindi la facoltà di
    noleggiare mezzi ed acquisire risorse non necessariamente impiegate nella propria
    attività produttiva agricola.

  • Riggiola

    L PRESENTE NON E’ UN blog DI COMMERCIO ELETTRONICO

    E’ possibile invece inviare una richiesta di informazioni per 20160212_093644 (2)
    la richiesta di fornitura.di piante spontanee o officinali reperibili nei d’intorni,non chè fogli ,
    parte di alberi,pigne,erbe aromatiche,uno spacciatore di natura !thumbs_149201_165689876785678_6828354_n
    Il presente ai sensi dell’articolo 108, comma 2, Dpr 917/86.
    Fa parte della macrocategoria panaro
    2) i siti aggiornati periodicamente, che consentono di consultare
    le offerte commerciali e i prodotti e servizi aziendali e che,sardella
    per l’acquisto, fanno rimando al recapito dell’impresa. la reggiola
    Ai sensi delle odierne leggi che regolano il commercio elettronico,
    il presente blog non è da intendersi un sito di e-commerce
    in quanto tramite lo stesso non viene iniziato,
    vritti-150x150sviluppato fino al pagamento nessun tipo di trattativa.
    La scelta è stata presa per la salvaguardia della qualità
    dei nostri prodotti 20150810_103433
    ma soprattutto per tutelare gli interessi dei nostri Clienti.
    Più chiaramente vogliamo che al nostro Cliente,
    sia estremamente chiaro,
    che non essendo i nostri processi produttivi non sono di tipo Industriale,
    ma di tipo biologico / naturale, garantiscono
    sicuramente i migliori risultati fa tutto la natura
    in campo qualitativo, ma non possono garantire,
    risultati costanti nel campo della quantità prodotta
    annualmente (Altre importante variabili sono legate alla stagione,
    alla temperatura, alle precipitazioni..etc). Questo provoca grosse
    fluttuazioni di produzione annuale dati anche i numerosi
    fruttaroli e connessi che svolgono anche in maniera parallela la loro attività agricola.
    Voglio fondamentalmente evitare che il Cliente
    conferma, in anticipo sulle verifiche fatte sulle quantità disponibili.
    , và inteso solo come un portale di prodotti di nicchia
    dal quale il Cliente potrà comunque costruirsi una richiesta
    di informazioni con un messaggio ,o un commento all’attività dell’ aziendagricolamultimediale,
    la quale provvederà a controllare la disponibilità dei prodotti richiesti.una cosa posso affermarla non vengonono usati nei processi
    di coltivazione nessun prodotto di sintesi,un poco alle orticole infase di
    attecchimento per alcune orticole, (melanzane pomodoro)
    la concimazione del fondo agricolo avviene tramite apporto di letame caprino,equino stallaccio ed altro concime organico animale. la frutta  ogni anno mi ritrovo a buttarla perchè la maturazione non avviene contemporaneamente ,perchè i nostri alberi non subiscano alcun trattamento anti parassitario ,solo acqua e sole in questo mondo sempre più difficile.

  • stile e look a

    20151109_160639questo titolo non tistile è nuovo ,di sicuro perchè è il terzo post che ho fatto stai sul tuo salone attento alle istruzioni 229×723 sono le dimensioni di questa immagine

    appartiene ad un vecchio post pubblicato su un altro blog  …aziendagricolamultimedia

    PER UN LOOK INNOVATIVO PASSA DALLA PARRUCCHIERE LUCA …. prima iniziamo con i vecchi articoli nel blog blogobucco pubblicati negli anni passati raccolta

    PER UN LOOK INNOVATIVO PASSA DALLA PARRUCCHIERE themesen……………………….. LUCA

     

    socio onorario l’immagine panoramica io te la carico in più formati quello più grande per ultimo le dimensioni sono2288x384 è un luca00file media quindi clicca sopra per ingrandirlocropped-20151109_160639.jpg

    Perchè ogni uomo si senta  una vera star, ogni uomo può, esaltando le giuste caratteristiche morfologiche e caratteriali essere meravigliosa e splendido. La mission è proprio donarle la sicurezza giusta, per sentirsi bello e in forma. La ricerca costante e la scoperta di nuove tendenze, creano vortici di creatività.è una realtà indiscussa oggi nel panorama Internazionale della Coiffure, di blogobuco socio onorario dell’ associazioneagricolamultimediale  .             http://www.reggiola.com               ………………….per ogni riferimento la mail ……. .                    desimoneca@gmail.com il post io te lo rimbalzo su facebook.

  • imprenditore agricolo a titolo provinciale

    tdstutitolare dell’azienda agricola multimediale coltiviamo cavoli sul web,zizzania,e vento . una coltivazione intensiva di spazzatura mediatica. sul web la produzione è effettuata  naturalmente media ticamente  ,in prima persona.come ho già scritto nel post precedente a questo ………………cerco di recuperare le foto che mi piacciono ,dal vecchio ormai scaduto blog ………..sirrilongobucccor…………blogobucco l’unico blog agricolo————————————————————-il sistema d’irrigazione avviene per scorrimento ,la sorgente d’acqua presente nel fondo agricolo ,viene convogliata in un serbatoio  costruito a mano detto”cibbia”dimensioni

    descra2

    capedoreppoff

    ww.longobuccoraziendafabr

  • recupero foto centro storico

    FOTO DEL VECCHIO PORTALE AGRICOLO IN AGRO DI BLOGOBUCCO OF PARCO NAZIONALE DELLA SILA IL VECCHIO DOMINIO NON è PIù DISPONIBILE ….longobuccor.it……….rec1-150x150……….il db è andato in fumo ,quindi di conseguenza a malincuore ho dovuto farlo scadere ,nei prossimi post cercherò di recuperare i vecchi post  e le immagini del vecchio blog longobuccor .a parità di costo ,  di rec1-300x171questo…………………………………reggiola.com ma  non gestisco i file tramite ftp quindi , limitato da i plugin mancanti.il testo si è perso pure  ,ma visto il contenuto dei mie blog ,non è una grossa perdita. ecco perchè spesso preferisco fare una foto del post ,per poi pubblicarla …..queste foto appartenevano ad un mio vecchio post  intitolato centro storico.rec1

    Complessa è la strategia di lavori che è incominciata a Longobucco (Cs).
    proseguiranno al fine di ottenere la rivitalizzazione e
    riqualificazione del borgo ed inoltre il miglioramento della qualità della vita e della viabilità.

    L’obiettivo è favorire la promozione identitaria. La squadra resta impegnata nel restituire al borgo vita e funzionalità rinnovate. Interventi importanti.Catturapp Come quelli in fase di ultimazione di Palazzo Citino, finanziati per 100 mila euro, con la riqualificazione dei due piani che saranno destinati ad ospitare le tre sezioni museali della
    tessitura con le più antiche testimonianze dell’arte tessile, tra i marcatori identitari di Longobucco; dell’argentera legata alle antiche miniere d’argento sulla cui fruizione l’Esecutivo Stasi è già impegnato con diversi progetti; e quella dedicata al celeberrimo concittadino del 1200 Bruno Di Longobucco, precursore della microchirurgia, il cui busto sta all’ingresso dell’Università di Padova. Nei progetti dell’Esecutivo c’è anche l’intenzione di abbattere la sopraelevazione di Palazzo Citino per recuperarne il sottotetto, attraverso la partecipazione
    ad un bando per un nuovo finanziamento.

    Lavori in corso di ultimazione anche in Via San Domenico dove sarà realizzata una villetta- anfiteatro attraverso l’abbattimento di alcuni immobili, due dei quali sono stati già demoliti; sul terzo esiste una procedura aperta con la Sovrintendenza. Sono in corso di realizzazione anche due gradinate: una da via fosso e l’altra da via Angeli Custodi consentirà di riqualificare via Porto dell’ Acqua.

    Un’altra villetta sarà presto consegnata ai residenti della popolosa frazione Destro . E termineranno a breve anche i lavori di Piazza Monumento, finanziata con ulteriori 100 mila euro e realizzata con
    granito silano e pietra lavica. è inutile ricordarvi che parte del testo non è mio ,queste foto provenivano da un profilo facebook ……comune di longobucco……..è inutile darvi il link perchè al momento le anno tolte.questa

     

     

     

  • longobucco

    Le montagne che circondano

    ImmagineLongobucco sono ricche di vari minerali. La galena argentifera (70% piombo, 0,0751 argento) veniva già estratta da Sibariti, Crotoniati e Romani per la produzione delle monete d’argento. . I primi documenti relativi all’Argentera risalgono al XII secolo. Nel 1197 l’Imperatore, Enrico VI, inviò in oppino nostrolon Longoburgi Pietro di Livonia, suo “familiare”, per sovrintendere all’estrazione del prezioso minerale. Durante la dominazione angioina, il lavoro nelle miniere proseguì con maggior vigore. Nel 1268 furono estratte 103 marche e 7 once d’argento puro. Nel 1282 re Carlo, impegnato nella guerra del Vespro, assoldò trenta minatori di Longobucco per i faticosi lavori di trincea. Persino Gioacchino da Fiore si recò nella cittadina silana per la lavorazione d’alcuni calici. I maestri argentari locali erano famosi in tutto il Meridione. Notissimo il maestro Giovanni da Longobucco, autore della croce processionale, in argento, del Duomo di San Marco Argentano.
    Dopo alterne vicende, nel 1505 le miniere “le principali dell’intero Regno” furono concesse a Galeazzo Caracciolo di Napoli. Nel 1566 l’Argentera ritornò sotto la giurisdizione della Regia Corte. Verso il 1650 i costi della lavorazione cominciarono a sfosuperare i guadagni. Agli inizi del XVIII secolo alcuni minatori tedeschi riesplorarono i vecchi “pozzi”. Nelle miniere si lavorò, più o meno intensamente, fino al 1783. Nel 1826 il barone Compagna tentò di rimettere in attività l’antica Argentera, ma già due anni dopo l’impresa veniva definitivamente abbandonata.
    Fra XV e XVI secolo la Regia Corte possedeva cinque miniere: dintorni di Longobucco, Reinella, Serra Stuppa, Lagonia e Fossi Loco. Inoltre apparteneva al Demanio la difesa detta “Vallone di Macrocioli”, sede dei forni, del deposito e della serra. Nei terreni dell’Argentera era vietato tagliare legna, pascolare, seminare, pescare. Non si dovevano manomettere i canali. Agli abitanti di Longobucco era concesso di tagliar legna esclusivamente per uso familiare. Sui lavoratori delle miniere la Regia Corte aveva giurisdizione civile e criminale. Nessun tribunale, ufficiale o barone poteva intromettersi.
    Nelle miniere si lavorava da marzo a giugno. Il 29 giugno, festività di San Pietro e Paolo, i minatori abbandonavano galanza ed arnesi per dedicarsi alla mietitura delle loro messi. A metà agosto ritornavano in miniera. Lavoravano fino ad ottobre. Numerosi manufatti in Argento lavorati a longobucco sono stati spesso donati ai vari Papi che si sono succeduti,oltre la presenza nei vari musei di Napoli Una piccola ma preziosa quantita’ e visitabile presso la chiesa matrice di Longobucco Strabone nel iv libro della geografia afferma che tra le zone più ricche di minerale argento e rame e nella terra dei Bruzi e “themesen “Longobucco Dove vi e’ la più grande manifestazione di galena argentifera,coltivata nelle piu’ remota antichita’. Sembra che l’antica Sibari dovesse la sua potenza dell’argento grazie alle miniere di longobucco(Themesen) e da questi argenti venivano coniate le monete del IV Sec. A.C Le Miniere esistevano anche in epoca romanacropped-lCattura L’argentario citato da Livio si colloca nella zona La mineralizzazione e presente in una vasta area allungata nel territorio di Longobucco e in particolare nelle localita’ di Agutteria,Anghisto,Bhonia,Castello, Giardini,Fasone,Macrocioli,Regginella,San Pietro,Spartari. Per quando riguarda la presenza dell’Oro e presente in tracce nella mineralizzazione della galena argentifera La coltivazione delle miniere continuo ininterrottamente sotto i vari governi succedutosi fin verso la fine del settecento, Ad esse sono legati nomi famosi,nella
    triontopiscinaseconda meta’ del Quattrocento durante la dominazione Aragonese concessionario delle miniere e Francesco Coppola il conte di Sarno poi giustiziato per la congiura dei baroni. Ai primi del cinquecento sotto la dominazione Spagnola L’appaltatore e Cesare Fieramosca fratello di Ettore. Durante la dominazione Austriaca il direttore delle miniere e il chimico Khetz uno dei piu’ noti del tempo. Sotto la spinta del governo Austriaco che vi fece venire numerosi Tecnici e Minatori dalla Sassonia,le coltivazioni subirono un notevole impulso,ma il terremoto del 1783 che colpi in modo disastroso la zona,segno la fine dell’attivita’ mineraria,succesive ricerche ai primi dell’800 anno dato esito negativo,il fatto che spesso le ricerche minerarie vengono fatte ignorando quando si era fatto in precedenza
    BORGO D’ECCELLENZAvt1
    Longobucco inserito nell’elenco dei Centri storici calabresi d’eccellenza suscettibili di tutela e di valorizzazioneIl 2011 sarà ricordato come l’anno della consacrazione per questo splendido borgo con l’inserimento nel Sistema Informativo Territoriale secondo il Codice dei Beni Culturali… Con la DGR n 44 del 10 febbraio 2011 in attuazione di vari accordi con il Ministero dei Beni Culturali ed attraverso gli studi qualificati quali identificazione dei Centri Storici all‘interno del progetto ATLAS redatto dal blogerpostMinistero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC); Elenco Borghi più belli d‘Italia definito dalla Commissione Associazione Nazionale Comuni d‘Italia; elenco elaborato dal Dipartimento PAU dell‘Università Mediterranea di Reggio Calabria le-cstagne-della-sila-150x150nell‘ambito dello studio svolto in attuazione dell‘intervento ?Individuazione dei centri storici, Longobucco è stato inserito nell’elenco dei Centri storici calabresi, suscettibili di tutela e valorizzazione per un preminente interesse regionale per il recupero, la riqualificazione ed il riuso dei centri storici rispettandone i valori culturali, sociali, storici, architettonici, urbanistici, economici ed ambientali, ed in attuazione del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e per perseguire gli obiettivi di tutela e conservazione, ed al contempo, supportare la gestione e la valorizzazione del patrimonio storico, immobile e mobile, nonché la sua promozione e la realizzazione di attività di carattere didattico, divulgativo e di ricerca.ucopia
    “Longobucco mi apparve come una di quelle città da sogno delle Mille e una notte”(Norman Douglas). Il simbolo del borgo è la torre campanaria, tra le più antiche della regione. Ma si possono ammirare anche altri edifici, come palazzo Citino, con la sua facciata dalle caratteristiche “maschere”, o il palazzo de li nivuri” (dei neri) così chiamato perché dal 1937 al 1943 ospitò alcuni confinati etiopi. E fuori dall’abitato si dipanano i più belli e caratteristici sentieri del mondo come quello che conduce alla “foresta della Fossiata”,pan.longobucco2 dove fra corsi d’acqua, arbusti, frutta selvatica, animali di ogni tipo, sembra di trovarsi nella favola di Cappuccetto Rosso. Caratterizzano il centro storico di longobucco le tortuose “vinedde”, anguste viuzze che si intersecano e sovrappongono disordinatamente, sovente ostacolate dai “gafi”, le scale di accesso ai piani superiori, sopratutto nei quartieri più antichi (Motta, Terzuolo, Portacqua, Portamarina) il vero cuore storico dell’abitato. Fino agli inizi dell’800 il limite superiore dell’abitato era costituito, infatti, dall’odierna Piazza Matteotti, “U longobuccop7Campanaru”.Scendendo per via Motta, si arriva al “Casalino”, da dove si gode un ottimo panorama sull’ampia valle del Trionto. Risalendo, sulla sinistra, via dei Santi.. Ma il patrimonio monumentale di Longobucco è ben più vasto. innanzitutto, sono da osservare i magnifici palazzi che impreziosiscono in centro storico. Il già citato Palazzo Citino e la sua affascinante facciata con le caratteristiche “Maschere”. Molto interessante l’ampio arco di Palazzo De Capua-Forciniti. Ed ancora: Palazzo Mazza, in Largo Sfera; la classicheggiante terrazza di Palazzo Bruno; le bellissime dimore del XVII secolo di Corso Piazzetta e via Portacqua; Palazzo De Simone, in Piazzetta del Popolo; Palazzo Graziani, in largo Soprana e Palazzo Beccuti. tra i beni storici e monumentali di Longobucco spicca la Chiesa Matrice del XII secolo, dedicata a Santa Maria Assunta, dal 1960 Santuario Mariano. Molto bella la facciata in pietra nera con decorazioni in parte baroccate, in parte l’impronta romanica, come un piccolo leone accovacciato ( “il mostriciattolo”).Un vero è proprio scrigno di opere d’arte. Longobucco dunque a pieno titolo tra i borghi più antichi e più belli d’Italia suscettibile di tutela e di valorizzazione socio-antropologica.pan.longobucco4

    PARCO AVVENTURA IN 2 MESI RECUPERATA STRUTTURA ABBANDONATA DA 30 ANNI
    STASI: POTENZIAMO L’OFFERTA TURISTICA IONIO-SILA
    LONGOBUCCO (Cs), Giovedì 17 Dicembre 2015 – Parco avventura, in circa 2 mesi è stato portato avanti un progetto di recupero e rifunzionalizzazione di strutture che giacevano abbandonate da circa 30 anni. Istallate le attrazioni ludiche (per adulti e bambini) l’infrastruttura prende forma. É in corso di ultimazione anche la struttura centrale, destinata a diventare la reception (con vendita di prodotti tipici) del Parco, aperta ad ogni utilizzo (ricettivo, di ristorazione, rifugio, etc.) da parte della società o associazione che si aggiudicherà la gestione complessiva dell’infrastruttura turistica. Recuperati e ristrutturati anche l’anfiteatro e il campetto da tennis. In Primavera saranno posizionati anche degli scivoli sull’erba, verrà ultimata l’area picnic (il percorso vita) per una fruizione ludica e turistica del patrimonio montano in tutte le stagioni dell’anno.pan.longobucco3
    A darne notizia è il Sindaco Luigi STASI che sottolinea come il Parco Avventure sia strategicamente ubicato nel cuore dell’esteso territorio di Longobucco (che con i suoi 212kmq è il terzo comune più esteso della Calabria!), ad appena 10 minuti dal centro storico cittadino, a 20 minuti da Camigliatello Silano e, una volta ultimata la superstrada SILA-MARE, a 30 minuti dalla costa (Crosia-Fossa). L’infrastruttura si trova, infatti, in località Manca di Scrofa, in posizione baricentrica, a 1200 metri sul livello del mare, lungo l’asse territoriale di Longobucco che va dai 290 metri di località Manco ai 1700 metri di altitudine di Monte Altare.
    205179_500029473351715_1551242300_nConsegnati i lavori l’Esecutivo procederà a pubblicare un bando di gara per la gestione privata dell’intera struttura. E sarà la stessa società aggiudicataria a gestire la fruizione delle attrazioni ludiche in tutta sicurezza, fornendo guida, assistenza e quanto necessario per usare le attrazioni ludiche del Parco.
    Per l’Amministrazione Comunale guidata da Luigi STASI si tratta di una importante scommessa turistica sulla montagna e sul potenziamento dell’offerta Ionio-Sila. Il Parco Avventura di Longobucco sarà, infatti, l’unico della Sila Greca ed il più grande ed importante della Sibaritide.
    2 chilometri di pista per lo sci da fondo, un laghetto artificiale per pesca sportiva, altane per lo studio della fauna, un arboreto di 70 ettari, 12 sentieri per escursionisti, una riserva per lupi. Sono, questi, gli altri interventi che si inseriscono nel più ampio progetto di riqualificazione dell’area. – (Fonte/Lenin MONTESANTO – Comunicazione & Lobbying).

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    Energia, Longobucco un caso nazionale

    Un consolidato luogo comune vuole che il profondo Sud sia sinonimo di arretratezza, degrado, disoccupazione e malavita. C’è del vero in questa opinione, e tuttavia la realtà è sempre più complessa e sfaccettata della sua rappresentazione. Nel Mezzogiorno germogliano, infatti, a macchia di leopardo, anche realtà locali di eccellenza che hanno sposato l’innovazione in diversi settori della vita associata.

    Un esempio per tutti viene da Longobucco, Comune di 3250 anime in provincia di Cosenza, che è impegnato da tempo nell’attuazione di progetti su qualità della vita, efficientamento energetico, risparmio di risorse pubbliche e tutela dell’ambiente. Grazie al Sindaco Luigi Stasi, le buone intenzioni stanno diventando realtà.

    È quanto si legge nell’articolo pubblicato ieri sul sito dell’Ancitel, struttura operativa dell’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), testata giornalistica web nazionale punto di riferimento per i comuni italiani.

    20160117_102009Soddisfatto dell’importante riconoscimento nazionale il Sindaco Luigi Stasi coglie l’occasione per annunciare un nuovo ed importante step nell’ambito di questo intervento. L’Amministrazione Comunale, infatti, sta valutando l’ipotesi di estendere agli edifici privati, il teleriscaldamento, progetto già virtuosamente impiegato in cinque edifici pubblici (il municipio, il liceo scientifico, la biblioteca, la scuola media e l’edificio polifunzionale).

    Proseguiremo – aggiunge – sulla strada dell’efficientamento energetico con questo nuovo progetto, altrettanto ambizioso. I tecnici valuteranno la fattibilità – conclude Stasi – dopo l’eventuale approvazione da parte del Ministero competente.

    Nell’articolo si sottolinea come nel Paese silano si siano realizzati, o siano in programma, diversi progetti di qualità e di sviluppo sostenibile in materia di tutela ambientale e di promozione di opportunità di lavoro durevoli.118526NOVTIMBAMACROCIOLI

    A Longobucco – si legge ancora nel pezzo dell’Ancitel – sono stati realizzati importanti interventi. Il primo, del valore di 1,3 milioni di euro finanziati dal Ministero dell’ambiente, riguarda la riqualificazione energetica degli edifici comunali; il secondo, di 700 mila euro, finanziato dal Ministero per lo Sviluppo Economico, consiste nella realizzazione di un impianto di cogenerazione alimentato dagli scarti del sottobosco e dell’industria boschiva. Risultato: le strutture pubbliche sono state efficientate mediante sistemi d’isolamento termico a cappotto; sostituiti anche gli infissi obsoleti con nuovi a taglio termico in alluminio e triplo vetro e i vecchi termosifoni da sistemi di distribuzione del calore a bassa temperatura, alimentati da reti di teleriscaldamento che fanno di Longobucco, così come è stato riconosciuto su riviste specializzate nazionali, un paese all’avanguardia in Calabria e nel Sud.

    Fonte CN24TV
    Link
    http://www.cn24tv.it/news/127318/energia-longobucco-un-caso-nazionale.html

  • CASTAGNE CALABRASI

    PROBABILMENTE IL TESTO RIPORTATO sotto…… storia delle castagne,è vecchio di più di 10 anni perchè non parla del ormai famoso cinipide( vespa )cinese ultima piaga per le castagne per la sua potenza nel ridurre la produzione del frutto .

    parco della sila

    Una volta                         le castagne erano chiamate
    “ pane d’albero”,ed erano una risorsa
    insostituibile per i poveri del paese perché riuscivano,
    nei momenti difficili a risolvere il problema dei pasti giornalieri
    saporiti e sostanziosi. Per decenni ha sfamato generazioni di contadini
    tri222facendo le veci sia del pane che del companatico.
    Secondo un vecchio detto,le tre castagne del riccio erano destinate
    una al padrone,una al contadino,una ai poveri.
    Storicamente il castagno ha avuto un’importanza elevatissima
    come fonte primaria di cibo per essere umani,bestiame e animali selvatici.
    Un’intera catena alimentare era basata sulla produzione annuale di castagne.
    Oggi giorno gran parte della produzione è destinata al mercato del prodotto fresco ed essiccato (80% in Italia),vacca podolica 1
    cibo per il bestiame (5-10%,soprattutto bestiame suino,
    la cui carne assume caratteristiche superiori quando viene alimentata con castagne) e per l’industria dolciaria (10-15%). Molto limitato,rispetto al passato,è l’uso  come legname da costruzione di pali e lanciale usati in viticoltura,frutticoltura e nel settore ornamentale come sostegni per le giovani piante.

    mandria podolicaIl castagno è conosciuto ed apprezzato anche dai Greci
    che ne hanno sviluppato la coltivazione,
    selezionando nuove varietà e consumandone i frutti in vario modo
    ( ad es.pane nero di Sparta,sfarinate,minestre,ecc.).
    Il profeta Isaia,il poeta Omero,lo storico Senofonte ed il medico Ippocrate
    già menzionano le castagne nelle loro opere.
    Greci,Fenici ed Ebrei commerciano le castagne
    in tutto il bacino del Mediterraneo. tria22
    Durante il periodo della Magna Grecia,frutti e piantine giungono
    ripetutamente nell’Italia meridionale,specialmente in Calabria,
    dove s’incontrano favorevoli condizioni per la castanicoltura.
    Ben presto i Romani scoprono le svariate potenzialità del castagno:l’abbondante produzione di frutti,
    il loro elevato valore alimentare e l’estrema versatilità del consumo,
    la straordinaria capacità pollonifera della pianta e l’enorme produzione
    di legname e paleria,l’inesauribile vitalità dell’albero e il facile attecchimento
    portale112degli innesti,l’utilizzo della corteccia,delle foglie e dei fiori nella farmacopea,il gradevole sapore amarognolo del miele,ecc.
    Fra i numerosi autori romani che trattano del castagno,in campo agronomico,forestale,storico,culturale,culinario,poetico e medico-scientificonario,primeggiano panaroPlinio,Colonnella,Palladio,Tito Livio,Marrone,Virgilio,Ovidio,Apicio e Dioscoride Pedanio.
    Ben presto,all’incirca intorno al  l° secolo a.C. Roma diventa il centro europeo
    della castanicoltura,nonché della selezione di nuove varietà e della
    diffusione della coltivazione in Italia,Francia,Spagna,Portogallo,Svizzera
    e Britannia,ove vengono impiantati numerosi ed estesi castagneti da frutto,
    boschi cedui da legno e da paleria. Plinio il Vecchio,
    nel l° secolo d.C. traccia nella sua celebre “Storia naturale “
    un affresco quanto mai edificante e preciso della Castanea di cui
    distingue già otto raggruppamenti varietali.
    Il grande cuoco Apicio,in servizio presso l’imperatore Augusto,
    presenta nella sua opera gastronomica anche una ricetta intitolata
    “Lenticchie di castagne “.
    Alla fine dell’Vlll secolo d.C.,
    Carlo Magno raccomanda
    l’impianto di nuovi castagneti sulle proprietà reali.
    Nel corso del X secolo d.C. TESTA1
    più volte vengono ricordati i castagnatores;
    agricoltori specializzaREGGIOLA VIAti nella raccolta e successiva
    lavorazione delle castagne. Spesso sono gli ordini religiosi,
    i monaci ed i frati a farsi carico di ampi rimboschimenti su
    vaste aree pedemontane,mediante la messa a dimora di un elevatissimo
    numero di piantine di castagno. Durante il Medio Evo migliora non solo
    la coltivazione ma anche la conservazione e la trasformazione delle castagne.
    Alla fine dell’Xl e nel corso del Xll secolo,si diffonde in Lombardia il termine
    CASTAGC“ Marroni “ per indicare le migliori qualità di castagne,che sono quelle più dolci,acquose,saporite,grosse e facili da sbucciare,più adatte per il consumo fresco e per la sfarinatura.
    In Calabria,
    le castagne rappresentano
    ormai uno dei principali prodotti agricoli
    della provincia di Cosenza ed occupano,
    con boschi e selve castanili,una vasta area pedemontana
    fra l’Aspromonte e la città di Catanzaro.20151019_155834

    ELENCO DELLE VARIETA’ DI CASTAGNO PRESENTI  IN CALABRIA.
    CULTIVAR CALABRESI:

    1.Nserta Rossa 2. Nicotera 3.Nsalernitana 4.Selvatico di Cenadi 5.Palermitana.
    6.Riggiola 7.Nserta 8.Mamma 9.Lucente di Cicala 10. Lucente di Umbriatico 11.
    Corvine 12. Pallone Rossa 13. Ruvellise 14. Riggiola Americana 15.
    Inserta Tardiva 16. Carmelitana 17. Rusellara 18. Pompa
    19. Stefanocerre 20. Arturo 21. Gesuffata 22. Petraniara
    20151027_17082823. Curcia Tabaccane 24. Valeriana 25. Mangina
    26. Salernitana 27. Fidale 28. Pompa Rossa 29. Uveve
    30. Giacchettara 31. Inserta Pelermiti 32. Inserta di Olivati
    33. Inserta Oliveti 34. Pompa Nera 35. Inserta Pilusa 36. Natalina 37. Mamma Nera 38. Cerisana
    39. Selvatico di Gagliano 40. Insalernitana di Serrastretta
    41. Rossa Cicolana 42. Lucente di Serrastretta 43. Mamma Panettieri
    44. Curcia Speciale

  • IL COLORE DELLA NATURA

    UNA SERI DI FOTO

    LA PRIMA GALLERIA ……………..IL COLORE DELLA SILA……

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    COLORI VIVACI DELLA SILA

    LE MIE TRACCIE NEL WEB

     

  • Il Palio dell’Assunta

    Nel cuore dell’Estate longobucchese si svolge,CASTRUM anche quest’anno, il “Palio dell’Assunta”, nei giorni precedenti la festa dedicata alla Madonna Assunta, Protettrice di Longobucco, venerata nella “Madonnina Nera dei Carbonai”, icona lignea del 1400. Nell’occasione si rinnova la “Giostra del Castrato”, antico gioco a cavallo che affonda le proprie radici nei secoli passati. Occasione per attirare nella ridente cittadina silana, porta naturale del Parco Nazionale della Sila, numerosi visitatori e turisti alla ricerca delle sane tradizioni di un tempo, delle suggestioni che solo le piccole comunità, ricche di tanta storia, cultura e tesori nascosti, possono ancora offrire. La Giostra del Castrato, si è svolta regolarmente fino gli anni ’60.
    Longobucco si prepara alla 15° edizione del Palio dell’Assunta.
    Una manifestazione di rilievo nella tradizione della cittadina.
    Nell’occasione si rinnova la “Giostra del Castrato”, antico gioco a cavallo svolto dai mulattieri, che affonda le proprie radici nei secoli passati. I protagonisti principali dell’evento saranno 10 cavalieri in rappresentanza dei vari rioni. L’appuntamento è per mercoledì 14 agosto. Stasi: era è rimane un importante biglietto da visita da lasciare nelle tasche dei turisti.

    2013Riscoprire, valorizzare e promuovere le nostre tradizioni – spiega il Sindaco – rimane uno dei punti fondamentali del programma ammnistrativo. Non può esistere promozione territoriale che non PALIO1fondi la propria capacità attrattiva sul patrimonio identitario. Le radici – continua Stasi – erano e restano il segno distintivo, inimitabile, di una comunità e di un territorio. Questa manifestazione in particolare – conclude il Primo Cittadino – PALIO3ricorda un antico momento, allorquando i mulattieri erano una parte fondamentale dell’economia del Paese, agli inizi del ‘900. Come ogni anno, sarà un’occasione ghiotta ed emozionante per numerosi visitatori e turisti alla ricerca delle sane tradizioni di un tempo e delle suggestioni che la nostra comunità sa conservare ed offrire.

    La piazza del Paese diventerà un percorso dove i 10 cavalieri si sfideranno destreggiando la spada, costruita con legno locale, in sella al proprio cavallo. Questi – fa sapere il Sindaco – sono tutti regolarizzati e cippati con tanto di veterinari che vengono a controllare il benessere degli animali.

    CatturaPALIOMartedì 13, il primo giorno del Palio dell’Assunta si farà la presentazione dell’evento. Il secondo mercoledì 14 si darà il via alla “Giostra Del Castrato”. Anticamente, i mulattieri ponevano un castrato in piazza. I cavalieri giravano prima attorno alla Chiesa, poi al Campanile, attraversavano il mercato in via Fosso, oggi piazzetta Mercato e, quando passavano, decapitavano il montone. Chi per prima riusciva a tagliare la testa vinceva il trofeo.PALIO23

    Oggi, per ricordare o onorare la vecchia tradizione, al centro della piazza ci sarà un fantoccio.
    Un peluche nero finto che ha le sembianze del castrato. A fine gara,
    dopo la proclamazione del cavaliere vincitore,
    la festa andrà avanti con la degustazione di piatti tipici.


  • Le Chiese di Longobucco

    LA CHIESA MATRICECHIESAn

    Tra i beni storici e monumentali di Longobucco spicca la Chiesa Matrice del XII secolo, dedicata a Santa Maria Assunta, dal 1960 Santuario Mariano. Molto bella la facciata in pietra nera con decorazioni in parte baroccate, in parte l’impronta romanica, come un piccolo leone accovacciato ( “il mostriciattolo”).Un vero è proprio scrignoCHIESA1 di opere d’arte. L’interno è decorato in stile barocco settecentesco assai delicato. Maestoso è l’altare maggiore in marmi policromi, in stile barocco napoletano. In pietra locale nera a colonne è anche la massiccia ed elegante balaustra. Di particolare pregio sono le opere del Settecento tutte in legno create dagli intagliatori di Serra San Bruno (VV): il coro dietro l’altare maggiore, la sagrestia, ilparavento della porta principale, il maestoso pulpito, i confessionali e l’organo. Le prime due opere sono di castagno e di noce con bellissimi capitelli, il paravento ha una struttura imponente ricurva con porte laterali, i pilastri terminano con cimose intagliate in garbato rococò. Le porte bronzee sono state realizzate recentemente dal prof. Carmine Cianci.Le opere pittoriche sono rappresentate dalle tele degli altari laterali CHIESA2e da due grandi affreschi del coro ( “La Natività” e “L’Adorazione dei Magi”) collocate una di fronte all’altra, eseguite da Cristoforo Santanna da Rende (cs), uno dei più grandi artisti calabresi del Settecento e ispirate a modelli umani longobucchesi. Infatti i due giovani che si esibiscono nella “Natività”, nel ballo della tarantella, indossano tipici abiti di Longobucco: il ragazzo indossa il camiciotto e calze tipiche “calandredde”; la ragazza indossa come coprireste il classico “sinale” delle donne del luogo. Nella pittura de “L’Adorazione dei Magi” è visibile la presenza di un basto d’asino tipico oggetto della realtà contadina di un tempo.Altro dipinto custodito nella chiesa: “La cena”opera di Onofrio Ferro da Paludi (CS). In sagrestia si trova la splendida Argenteria del XVIII secolo ( Croce astile, Turibolo, ostensorio, Calice, Pisside, ecc.), realizzata utilizzando il minerale locale e gli antichi registri parrocchiali, restaurati recentemente. La Fonte Battesimale l’opera più importante, stile romanico-Normanno, posto sul lato sinistro del portale centrale. Opera anonima sicuramente dei maestri locali, a forma di calice, ha peCHIESA3r base tre leoni che sorreggono una coppa ottagonale. Altra opera prestigiosa l’Icona lignea a rilievo raffigurante una Madonnina col bambino, detta dei Carbonai. L’opera sistemata sull’altare della cappella dell’Assunta, ha uno stile che ricorda gli artisti toscani, anche se creata da artisti silani del XIV-XV secolo. Il dipinto sulla porta antistante il retro altare sta a ribadire che la Chiesa fu consacrata il 3 novembre dell’anno del Signore 1799, stabilendo con decreto e determinando che l’anniversario venga celebrato ogni anno l’ultima domenica di ottobre. La cronologia degli arcipreti di Longobucco risalente all’anno 1325 con Don Angelo da Longobucco fino all’ultimo del 1967 con Don Francesco Godino, consta di ben 22 personalità ecclesiastiche. Tutta questa opera di ricostruzione cattolico-culturale è dovuta grazie all’indimenticabile don Ciccio Godino grande cultore di storia locale. Qui di seguito riportiamo la lista cronologica degli arcipreti e la traduzione in italiano della scritta del dipinto che sancisce la consacrazione della splendida chiesa Matrice.
    AFFRESCOnLE FOTO POTETE AMMIRARLE NEL SITO DEL COMUNE DI LONGOBUCCO FOTO CHIESA MATRICE
    http://www.comunelongobucco.eu/2012-12-26-11-04-21.html?AG_MK=0&AG_form_paginInitPages_1=2&AG_form_albumInitFolders_1=generale/CHIESA-MATRICE&AG_form_scrollTop=157.33333333333334&AG_form_scrollLeft=0&AG_MK=0

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    LE ALTRE CHIESE
    Chiesa di Santa Maria Maddalenamedium_B4XCh02Bxmedium

    Questa chiesa faceva parte un tempo del Convento dei Frati Francescani, in stile barocco di forma rettangolare, possiede due navate, la principale e finemente decorata con bellissime opere. L’entrata è costituita da un portale di pregevole fattura alla cui destra è collocata un’artistica colonnina del XVI secolo. Nel 1999 vi è stata posta la statua in bronzo di Padre Pio creata dal prof. Tommaso Pirillo. Il pulpito ed il confessionale, in legno intarsiato, risalgono invece al 1775. Sull’altare maggiore è posto un bellissimo Crocifisso in legno patinato, a grandezza naturale, opera di artisti partenopei. Tra le opere di questa chiesa: i quadretti del Redentore dell’artista Francesco Spina eseguiti nel 1765 e nel 1772. Sempre di Spina è la tela dell’Annunciazione, sull’altare maggiore. Nelle cappelle laterali si può osservare un prezioso tabernacolo in legno intarsiato. Interessante la croce astile con estremità lombate, dipinta con ornamenti e figure, datata primo Cinquecento.
    Chiesa di San Domenico.

    Ubicata anche nel centro storico, sorta nel XVI secolo, originariamente dedicata a Santa Maria dellmedium_B4XCh02Ae Grazie ed annessa al Convento dei Domenicani soppresso nel 1653. Di forma rettangolare a navata unica, ha una bellissima porta, opera anch’essa del prof. Tommaso Pirillo, sulla quale è rappresentata la vocazione di San Domenico attraverso 16 formelle in rame sbalzato e medaglione bronzeo. L’altare risale al XVIII secolo, in stile barocco e legno dorato. Nella nicchia centrale è posta la statua di San Domenico, santo protettore del paese, in legno patinato, probabilmente proveniente dal vecchio convento.

    La Chiesa di Sant’Angelo Custode.

    Sorta nel XVII secolo è famosa per la particolarità del suo controsoffitto in legno dipinto. All’interno, sugli altari laterali, si possono notare la tela raffigurante la Madonna del Carmine e quella raffigurante lo Spirito santo che scende sugli Apostolo: Si può ammirare anche la statua della Madonna Addolorata con indosso un abito ricamato a mano.

    Chiesa Santa Maria della Mercede.

    In località Puntadura, alla confluenza tra il fiume Trionto e il torrente Ortiano, santuario rurale del XIV secolo, di forme goticizzanti, costituita da una sola navata a pianta rettangolare conclusa da una parete su cui si aprono tre nicchie, che simulano le absidi e con il portale archiacuto.

    Chiesa Parrocchiale Sacro cuore.

    Si trova in frazione Destro.

    Chiesa di S. Giuseppe Artigiano e Santa Maria di Lamione

    Si trovano in frazione Manco, entrambe stile bizantino.

    Chiesa di Santa Maria ad Nives.santamariam

    Località Scale del XIII secolo ad unica navata rettangolare con rosone a ghiera.

    Chiesa di S. Francesco da Paola.

    Frazione Ortiano ricostruita dopo il dissesto idrogeologico del 1973 che conserva un prezioso tabernacolo opera di T. Pirillo.

    Chiesa di S. A. Abate.

    In Piazza Matteotti centro storico.

    Chiesa di S. Antonio da Padova.

    Ruderi sul fiume Trionto.

    Le Chiese di Longobucco

    A cura dell’ ufficio CISP del Comune di BLogobucco
    Caricato il 04 dic 2010
    Longobucco dicembre 2010.
    Il presepe artigianale della Chiesa SS Maria Assunta.
    Un opera unica nata dalla passione e dalle mani abili
    dei ragazzi ultraquarantenni della parrocchia di don Pino madeo.
    Roberto Brunetti, Franco Galati, Pietro Gammuto, Mimmo Federico,
    Mimmo Grisaro, Aldo Grisaro, Tonino Lavia, Iano fagone, Pino Madeo e Enzo
    Licciardi…

    MI SCUSO PER LA MANCATA PUBBLICAZIONE DELLE FOTO DELLE ALTRE CHIESE ,IN QUANTO IO NON NE POSSIEDO NESSUNA , E NON SONO RIUSCITO A TROVARNE SE QUALCUNO HA VOGLIA DI PARTECIPARE DEVE INVIARE QUALCHE FOTO SULLE CHIESE DI LONGOBUCCO,  MENZIONATE MA PRIVE DI FOTO .LA MIA MAIL …. desimoneca@gmail.com appena trovo le foto delle altre chiese le inserisco nel post. credo sia inutile ribadire che sia il testo che le foto, non sono mie sono tratti dal sito ufficiale del comune di longobucco

  • SCIRUBETTA

    la scirubetta, il primo dolce freddo della nostra Storia.Foto-0176
    non viene dal Nord bensì dal profondo Sud,
    la Calabria.
    Di neve…di quella più pura,
    da raccogliere appena caduta

    Nei freddi inverni Longobucchesi, alcuni testardi montanari, pensavano bene di raccogliere la neve abbondante per conservarla in luoghi ad altitudine elevata*. In questi luoghi veniva recuperata una fossa abbastanza profonda, successivamente coperta di paglia e frasche, adibendola in modo rurale ad uso di deposito. La neve fresca andava battuta con forza per essere poi coperta con altra paglia ed altre frasche.

    Non tutti potevano svolgere questa mansione, chi si appropinquava a farlo doveva essere munito di previa autorizzazione del comune, il che comprendeva anche il pagamento di un canone.

    Si otteneva in estate da questa neve, detta ciciarusa ( In granuli) la Scirubetta, una  sorta di granita, a cui venivano aggiunti aromi vari ed ovviamente zucchero.  A volte veniva confezionato uFoto-0175n sorbetto più complesso, ovviamente nei luoghi pubblici, più in generale però, la neve veniva in estate trasportata dai muli anche fuori dal paese. In alcuni casi veniva anche utilizzata a scopo curativo.Foto-0176-150x150

    *Una neviera si trovava in una zona denominata Macchja e ru catarraru

       ♦ Per saperne di più.

    Il modo di dire U nna porta niva a Paluri (non porterà a termine il progetto) è legato al fatto che le alte temperature non permettevano l’arrivo della neve in paese, appunto a Paludi.

    Foto-0177-125x125Come succedeva per molti soprannomi, anche questo mestiere originò una razza, appunto i Nivari.

    da noi si è sempre CREDUTO che bisognava aspettare la terza nevicata,
    per poter prendere la neve ,
    perchè nelle le prime due nevicate la neve è contaminata (più sporca).
    bè questo anno abbiamo avuto solo 2 perturbazioni nevose poco rilevanti.
    è il caso di rinverdire un’usanza gastronomica cara ai nostri
    nonni e a quanti di noi sono riusciti da piccoli
    a raccogliere gli ultimi scampoli di un’antichissima tradizione,
    persistente solo lì dove è ancora possibile reperire la neve più pura

    Il nome scirubetta proviene dal turco “sharbat”
    che significa “bevanda”, termine a sua volta derivato dall’arabo
    “sharbat”, da cui originano anche le parole italiane
    “sciroppo” e “sorbetto”.
    A variare sono gli aromi e i gusti da conferire alla candida materia prima,
    che nei paesini di montagna  si è soliti raccogliere direttamente
    sul tetto di casa,
    La preparazione tradizionale della scirubetta prevedeva
    la raccolta della neve  in un vassoio
    le varianti di scirubetta di neve con succo d’aranciaFoto-0175
    (frutto invernale per definizione) o di limone e zucchero,
    oppure ancora con caffè e zucchero, o infine con cioccolato.
    Avrete quindi capito
    che la scirubetta
    altro non è che la prima forma di gelato mai preparato, a base di neve raccolta in natura .IO PREFERISCO IL SUCCO D’AMARENE  PER CONDIRE IL MIO SORBETTO………DI NEVE…………………..SCIRUBETTA

  • SARDELLA

    SARDELLAsardella

    COME OGNI POST PER DARGLI UN BELLA VISIONE , UN PO DI TESTO SERIO RACCIMOLATO DA sardella1-225x300
    FONTE:           IL TESTO PROVIENE             Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    La sardella calabrese (detta anche il caviale calabrese, caviale dei poveri, rosamarina, o nudicella) è un prodotto tipico calabrese della provincia di Crotone, dell’Alto Ionio Cosentino sardella2-225x300e del Basso Ionio Cosentino, a base di salsa di bianchetti di piccolissima e/o media taglia e di peperoncino rosso piccante macinato in polvere. Altri ingredienti sono sale ed aromi (semi di finocchio selvatico).

    Più ricercata è la rosamarina di triglie perché,sardella4-240x260 grazie al colore naturale di questi pesci, risulta al momento della pesca leggermente rosata e di gusto più dolce una volta cotta, rispetto alla versione commerciale a base di acciughe che appare del tutto bianca. Si deve specificare che in Calabria con “rosamarina” si indica al tempo stesso il pescato e il prodotto già lavorato a mo’ di salsa. È eccellente anche per preparare delle sardella5-240x198superbe polpette o addirittura, per i più temerari, da mangiare freschissima, appena pescata, con olio d’oliva e limone.sardella9

    La pesca delle acciughine avviene nei mesi di marzo e aprile e la vendita e la preparazione coinvolge la zona della costa jonica che va da Trebisacce a Corigliano e del suo entroterra silano. La pesca del novellame (rosamarina) riguarda in realtà tutto il litorale calabrese, sia ionico che tirrenico, ma pare non sia estranea ad altre regioni, ad esempio la Sicilia.

  • PRESEPE VIVENTE LONGOBUCCO

    PRESEPE VIVENTE LONGOBUCCOPRESEPE VIVENTE LONGOBUCCO
    RICERCA INFORMAZIONI SUL WEB DEI FILE…. PRESEPE VIVENTE LONGOBUCCO .LA PRIMA EDIZIONE DOCUMENTABILE TRAMITE WEB….è,L’EDIZIONE DEL 20..

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    2004

    2013

    PRESEPE VIVENTE DI DESTRO ANNO 2015 – YouTube

    28 dic 2015 – Caricato da comune longobucco

    … ha ORGANIZZATO IL PRESEPE VIVENTE DOMENICA 27 DICEMBRE … Filmato a cura dell …

    Si è svolta con successo la prima edizione del “Presepe vivente” con gli antichi mestieri svoltasi il giorno di Natale a Longobucco negli angusti e suggestivi vicoli del centro storico cittadino.4VPV

       Una folla grandissima di fedeli e visitatori ha accolto in piazza la processione conclusiva guidata dal parroco don Pompeo Tedesco.   Per tutto il pomeriggio è stata una processione ininterrotta lungo le vie del centro storico di gente e visitatori che hanno percorso la via del Presepe, amabilmente curata dai volontari della comunità inter parrocchiale e dal parroco, con la rappresentazione degli antichi mestieri. 

       Circa 80 fra uomini, donne e ragazzi, che hanno dedicato molte ore di lavoro nella realizzazione delle scene e degli abiti che hanno richiamato i luoghi e il tempo in cui è nato Gesù. La Lavandaia, il Mugnaio e Fornaio, la Filanda, la Vendemmia, la Sartoria con le Tessitrici, il Cestaio e Vasaio, il Fabbro, il Falegname, il Calzolaio, la Locanda, per finire con il Tempio, i sommi sacerdoti e i soldati romani, e il Campo dei Pastori. Dopo la santa Messa di Natale, una lunga processione con la statua di Gesù Bambino, portata dal parroco, ha attraversato tutto il percorso della Via del Presepe, nella grotta una giovane coppia, Tommaso e Rossella, con il piccolo Luigi nella parte di Gesù Bambino.

       Un’emozione grandissima ha pervaso i presenti, nel momento in cui il sacerdote ha rivelato alla folla il bambino e con esso ha impartito la benedizione. La manifestazione si è svolta con il patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Cosenza e del Comune di Longobucco. Don Pompeo ha augurato a tutti di cercare e trovare Gesù perché conceda la pace. Un’esperienza positiva, apprezzata da tutti. che ha coinvolto in modo fattivo tutti gli abitanti del paese, nell’organizzazione, nel prestare oggetti antichi o semplicemente nel partecipare con abiti trovati nei vecchi bauli, alle varie scene allestite. Un grande entusiasmo che ha fatto della comunità di Longobucco, per un pomeriggio, una piccola Betlemme, un cuore che pulsa di fede e di gioia e che darà la forza per ripartire nell’affrontarle i problemi di sempre.

    Si è svolto al Destro fraz di Longobucco CS , il presepe vivente . Lungo le vie suggestive si sono allestite tante postazioni eseguendo gli antichi mestieri ai tempi di Gesù. Tutto gli abitanti del paese si sono impegnati per la riuscita dell'evento ai quali va un plauso per aver sopportato il freddo ed aver messo tanta passione e tanto impegno affinché tutto si svolgesse nel migliore dei modi. Il video è stato realizzato da
  • aglio
  • LONGOBUCCO TV
  • WINDOW AGRICOLA

    UNA FINESTRA AGRICOLA ,COLORATA380374_287198651301466_93429028_n

    NON è UN VERO E PROPRIO PORTALE

    MA CERCHEREMO CON IL VOSTRO AIUTO DI FARE DEL NOSTRO MEGLIO MEGLIO.

    SEMBRANO LE SOLITE “FREGNACCIE! CHE SCRIVO IO ,
    MA NON è COSI’QUALCHE
    SPERANZA ANCORA ESISTE ,ANCHE PER UN VECCHIETTO COME ME DEL 1970 !
    PER IL MOMENTO IO COLTIVO ,
    è SONO COSTRETTO A BUTTARE TUTTE LE ECCEDENZE ,PERCHè L’AUTORIZZAZZIONE
    ALLA VENDITA DEI PRODOTTI PROPRI è STATA
    TOLTA CAUSANDO UN ABBANDONO TOTALE DELLE COLTIVAZIONI DEI PICCOLI
    PRORIETARI AGRICOLI.
    IL LIMITE D’ETà PER IL LAVORO ED I FINANZIAMENTI NON DOVREBBE ESISTERE .
    MA è DI MODA NEL PD ALLA FACCIA DELLA ROTTAMAZIONE!
    PSR Calabria bandi attivi e i finanziamenti previsti
    Durante le prossime giornate la Regione Calabria
    darà luogo a una nuova iniziativa. 299132_287198891301442_1812973030_n
    Si tratta del bando per l’accesso ai finanziamenti
    che riguardano la misura 6 del PSR 2014-2020,
    rivolta allo “Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese”.
    quali sono le caratteristiche
    di questo progetto e quali le risorse
    che verranno stanziate nei prossimi mesi.
    La misura 6 del Programma
    di Sviluppo Rurale 2014-2020 è pensata
    per favorire lo sviluppo delle aree rurali regionali,
    così da rafforzare il tessuto economico delle attività agricole,
    mediante il sostegno all’entrata di nuovi giovani agricoltori professionalizzati,
    perapirajnaalla crescita delle piccole imprese agricole e alla diversificazione
    delle attività rurali.

    PSR Calabria 2014, 15mila euro per impresa

    finanziamenti per lo sviluppo di piccole aziende agricole
    In modo particolare la manifestazione d’interesse
    va a definire la sotto-misura 6.3
    “Aiuto allo sviluppo di piccole aziende agricole”,
    che prevede l’erogazione di contributi in conto capitale corrispondente
    a 15mila euro per impresa.

    Per fruire della sotto-misura le piccole imprese saranno chiamate 20151109_162825
    a presentare alla Regione un piano di sviluppo aziendale.
    Si tratta di un intervento mediante al quale “puntiamo a sostenere lo sviluppo
    e la competitività anche delle aziende di piccole dimensioni
    e che operano all’interno di aree oggettivamente svantaggiate”.
    Se avete bisogno di ulteriori informazioni
    sul Programma di Sviluppo Rurale Calabria,
    vi invitiamo a visitare il portale ufficiale PSR Calabria.

    scirubettaLa legge 135/97 prevede incentivi e contributi a fondo perduto
    destinati a coloro che intendono avviare nuove attività agricole oppure a giovani imprenditori che andranno a subentrare nell’azienda agraria di famiglia. In questo caso il capitale erogato sarà rimborsabile solo per il 50% dell’importo totale di cui si è beneficiato. Un supporto dunque importante in quanto si rimborsa solo una parte del capitale ottenuto e si avvia un’attività imprenditoriale con maggiore sicurezza economica.ptc

    Per accedere a questa forma di finanziamento per la nascita di una nuova attività agricola bisogna avere determinati requisiti:

    età anagrafica compresa tra i 18 e i 36 anni;
    essere in possesso della qualifica di imprenditore agricolo;
    conseguire la qualifica di imprenditore agricolo entro due anni dalla data di presentazione della domanda di finanziamento;
    certificazione di reddito per il lavoro nella propria azienda agricola;
    in caso di subentro nella conduzione dell’azienda, il parente deve essere titolare dell’azienda agricola;
    avere la residenza in uno dei territori di cui agli obiettivi 1, 2, 5b e art. 92.3.c del Trattato UE;
    la sede dell’azienda agricola deve essere in uno dei territori di cui agli obiettivi sopra.La Regione annuncia che nei prossimi giorni sarà lanciato il bando per l’accesso ai finanziamenti a valere sulla misura 6 del PSR 2014-2020 dedicata alo “Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese”.

    otricole547La misura 6 del PSR 2014-2020 intende stimolare lo sviluppo delle aree rurali regionali, rafforzando il tessuto economico delle attività agricole, attraverso il sostegno al’ entrata di nuovi giovani agricoltori professionalizzati, alla crescita delle piccole imprese agricole e alla diversificazione delle attività rurali.

    Nel dettaglio la manifestazione d’interesse riguarda la sotto-misura 6.3 “Aiuto allo sviluppo di piccole aziende agricole”, che prevede la concessione di contributi in conto capitale pari a 15mila euro per impresa. Per accedere alla sotto-misura le piccole imprese dovranno presentare alla Regione un piano di sviluppo aziendale.135884_173632485991417_3377811_o

    DICONO ! Con questo intervento “puntiamo a sostenere lo sviluppo e la competitività anche delle aziende di piccole dimensioni e che operano all’interno di aree oggettivamente svantaggiate”, LONGOBUCCO 11 FEBBRAIO