UN video IN RICORDO DEL portale di Longobucco ! effettivamente
Tutti Quei collegamento creano confusione .il il video Presenta i LINK del portale di Longobucco
.LA SILA E’ “SULA”
IL TESTO A SEGUIRE NON è MIO è NEANCHE L’HO LETTO. TUTTI I DIRITTI SONO DEI RISPETTIVI AUTORI.
si può rappresentare con tre simboli:il brigante, il pino ed il lupo, che
rappresentano rispettivamente l’uomo bellicoso,la natura selvaggia, gli animali feroci. Popolazioni preistorichevivevanonelle capanneenellegrotte scavatenelcalcare(tipico esempioèCampana),usavano ipesi perle retida pescanei fiumie nelle paludi(lago Cecita),producevano ceramicae soprattuttoadoperavano armiconpunte dipietra per la caccia, come lance con il propulsore, lame di ossidiana pertagliare la carneed enormiasce di bronzopertagliaregli alberi(TimparellodeiLadri sul lago Ampollino, nei pressi di Cotronei). Le popolazioni indigene della Sila,
LASILA sipuò rappresentarecontre simboli:il brigante, il pino ed il lupo, che rappresentano rispettivamente l’uomo bellicoso,la natura selvaggia, gli animali feroci. Popolazioni preistorichevivevanonelle capanneenellegrotte scavatenelcalcare(tipico esempioèCampana),usavano ipesi perle retida pescanei fiumie nelle paludi(lago Cecita),producevano ceramicae soprattuttoadoperavano armiconpunte dipietra per la caccia, come lance con il propulsore, lame di ossidiana pertagliare la carneed enormiasce di bronzopertagliaregli alberi(TimparellodeiLadri sul lago Ampollino, nei pressi di Cotronei). Le popolazioni indigene della Sila, commerciavano legname e pece con tutto il Mediterraneo, infattila PixBrettia(la pecebrettia)è citatacome esempio proverbiale di materianera ed appiccicosa già in un frammento di una commedia di Aristofane delV sec.a.C. IcoloniGreci dellacosta jonicavenivano atagliare leforeste per lacostruzione delleloro navi;così i Romani, appena conquistato il Bruttium, misero le mani sul legname della Sila. Nacque in quelperiodo il significato tradizionaledel toponimo Sila,proveniente dal temaosco-latino Silva,che significa bosco. In realtà “Sila” è una parola paleomediterranea, antichissima linguadi substrato alla qualesi sono mescolatepoi le altre, che significa “canale in cui scorre l’acqua”.
Loprova iltema originarioSIL/ZILche trovariscontri inoltrecento toponimidi tuttal’areamediterranea, acominciare dalfiumeSele inCampania(anticoSeileinosco eSilarusinlatino)al fiumeSile inVeneto; dalfiumeSila inRomania allago Sillara nell’Appennino parmense o al fiume Sile in Inghilterra, solo per citarne alcuni. Sila significa, dunque, “zona ricca di canali d’acqua”. Ma l’altopiano silanononera solola foresta,illegno, eraanche un’immensa riserva di caccia per la sua straordinaria fauna.Inepoca preistoricac’eranoglielefanti,gli orsidellecaverne, grandi bovidi e cervi con enormi corna, come testimonia un’antichissima zappa di corno di cervo conservata a Tiriolo. NelMedioevo l’animalepiù famosoe ricercatodella Silaera, invece, loscoiattolo, losciuris meridionalis,per lasua pregiatissima
pelle.Specie presente soloin Sila,alla fine del1300 era ricercatissimo in tuttaEuropa: infatti i cappellanidi Francia avevano diritto ad una mozzetta di scoiattolo di Calabria, foderata con la pelle della schiena del vaio. Inuntestomedievale silegge:«Gliischeruoli(scoiattoli) calabri trovavano un buon mercato a Pisa e a Siena, dove secondoAntoniodaUzzano, venivanovalutatiildoppiodegli altri». Nella “Descrizione del Regno di Napoli”del 1601 di ScipioneMazzella, èfattaunasommaria descrizionedellafauna calabrese: «In tutta la regione si fa bella e varia cacciagione di animali, di lepri, di volpi, d’hestrici, di daine, di marmotte,e dighiri;d’animali rapacivisono lupi,orsie lupicervieri(linci),i qualisonod’acutavistaedhanno lepartidi dietro macchiate di vari colori.Questi lupi furono condottida GalliainRoma neigiuochidi PompeoMagno, e dicono i cacciatori,
questoanimale essere di sì poca memoria,chebenchémangi confame,sesiguarda indietrononsi ricordapiùdelcibo, epartendosicerca dell’altro. D’animali mezze fiere vi sono Rupicapre, Ibici, Orige, cioè capre selvatichcommerciavano legname e pece con tutto il Mediterraneo, infattila PixBrettia(la pecebrettia)è citatacome esempio proverbiale di materianera ed appiccicosa già in un frammento di una commedia di Aristofane delV sec.a.C. IcoloniGreci dellacosta
jonicavenivano atagliare leforeste per lacostruzione delleloro navi;così i Romani, appena conquistato il Bruttium, misero le mani sul legname della Sila. Nacque in quelperiodo il significato tradizionaledel toponimo Sila,proveniente dal temaosco-latino Silva,che significa bosco. In realtà “Sila” è una parola paleomediterranea, antichissima linguadi substrato alla qualesi sono mescolatepoi le altre, che significa “canale in cui scorre l’acqua”. Loprova iltema originarioSIL/ZILche
trovariscontri inoltrecento toponimidi tuttal’areamediterranea, acominciare dalfiumeSele inCampania(anticoSeileinosco eSilarusinlatino)al fiumeSile inVeneto; dalfiumeSila inRomania allago Sillara nell’Appennino parmense o al fiume Sile in Inghilterra, solo per citarne alcuni. Sila significa, dunque, “zona ricca di canali d’acqua”. Ma l’altopiano silanononera solola foresta,illegno, eraanche un’immensa riserva di caccia per la sua straordinaria fauna.Inepoca preistoricac’eranoglielefanti,gli
orsidellecaverne, grandi bovidi e cervi con enormi corna, come testimonia un’antichissima zappa di corno di cervo conservata a Tiriolo. NelMedioevo l’animalepiù famosoe ricercatodella Silaera, invece, loscoiattolo, losciuris meridionalis,per lasua pregiatissima pelle.Specie presente soloin Sila,alla fine del1300 era ricercatissimo in tuttaEuropa: infatti i cappellanidi Francia avevano diritto ad una mozzetta di scoiattolo di Calabria, foderata con la pelle della schiena del vaio. Inuntestomedievale silegge:«Gliischeruoli(scoiattoli) calabri trovavano un buon mercato a Pisa e a Siena, dove secondoAntoniodaUzzano, venivanovalutatiildoppiodegli altri».
Nella “Descrizione del Regno di Napoli”del 1601 di ScipioneMazzella, èfattaunasommaria descrizionedellafauna calabrese: «In tutta la
regione si fa bella e varia cacciagione di animali, di lepri, di volpi, d’hestrici, di daine, di marmotte,e dighiri;d’animali rapacivisono lupi,orsie lupicervieri(linci),i
qualisonod’acutavistaedhanno lepartidi dietro macchiate di vari colori.Questi lupi furono condottida GalliainRoma neigiuochidi PompeoMagno, e dicono i cacciatori, questoanimale essere di sì poca memoria,chebenchémangi confame,sesiguarda indietrononsi ricordapiùdelcibo, epartendosicerca dell’altro. D’animali mezze fiere vi sono Rupicapre, Ibici, Orige, cioè capre selvatich





SERVITO NEL TUO SALONE PIù CHE DI BELLEZZA , PER ME è UN SALONE DI FRESCHEZZA ,



anche in questo blog ,per dargli visibilità,vi ricordo che presto dal blog blogobucco grazie mario la tua è una bellissima poesia.
Tra passione e dedizione
CURCIA: Selvatica, in altri luoghi viene chiamata madre (mamma) difficile da sbucciare ma squisita se bollita.
QUARTU — ¼ di TOMOLO: 10Kg circa




IL TERZO METODO è QUELLO A MIO MODESTO PARERE IL MIGLIORE.CONSISTE NEL VERSARE LE CASTAGNE RACCOLTE ( SELEZIONATE) IN CONTENITORI DI PLASTICA (SECCHI/BACINELLE) RIEMPIRLI DI H2O ,FARE IN MODO CHE IL SECCHI NON SIA STRAPIENO DI CASTAGNE E POCO H2O. L’ACQUA PER LO MENO DEVE ESSERE ABBONDANTE IN MODO DA FAVORIRE UN BUON RIMESCOLARE DEL FRUTTO (CON UN SEMPLICE GIRO DI BRACCIO/BASTONE O ALTRO).


ALBERI SICURAMENTE SECOLARI COME SI PùO BEN NOTARE DAL TRONCO FOTO2 . QUESTA è UNA CONSEGNA DI CASTAGNE PER I MAIALI . DESCRIZIONE FOTO UNA CASCETTA CON UNA SPORTA DI CASTAGNE CURCIE E UNA CASCETTA DI CASTAGNE ALLITTE.

RSE ANCORA QUALCHE CASTAGNA DI REGGIOLA C’è MA SONO POCHE I RICCI CON QUESTA PIOGGIA SONO TUTTI A TERRA ,è UNA VARIETà DI CASTAGNA PRECOCE FIORISCE E FRUTTIFICA PRIMA DEGLI ALTRI ALBERI DI CASTAGNO ,MA SOPRATUTTO è DI GROZZA PEZZATURA ,E FACILE DA SBUCCIARE DA MANGIARE FRESCA
LA PRIMA FOTO VEDETE LE CASTAGNE REGGIOLE REGGIIOLE .LE REGGIOLE COME POTETE NOTARE DALLA FORMA SONO UN POCO PIù ALLUNGATE ALLA PUNTA SONO DI UN BIANCO PIù DENSO è FACILE SCAMBIARLE ,PER CHI NON CONOSCONO LE CASTAGNE ,MA A QUANTO HO CAPITO LE DIFFERENZE SONO DIFFICILI DA NOTARE FRA LE CASTAGNE REGGIOLE E QUELLE NZERTE .LA NZERTA SONO ALTRE VARIETà DI CASTAGNE CHE TRATTEREMO INSEGUITO COME
,LE CASTAGNE CURCIE O MAMME COME SONO DEFINITE DA ALTRE PARTE IN QUANDO SAREBBE LA CASTAGNA MADRE /SELVATICA ,SUI GIOVANI GETTI VENGONO INNESTATE LE ALTRE VARIETà DI CASTAGNE NZERTE E REGGIOLE QUESTO è UN ALBERO DI REGGIOLA NELLA SUA MAESTOSITà NONOSTANTE IL GROSSO PROBLEMA DEL CINIPIDE (VESPA CINESE) ……..è NZERTE SONO A TERRA STRA LAVATE DALLA PIOGGIA CONTINUA DI QUESTI GIORNI


















A PLUGIN ,CON POCHI WIDGET, è SONO LIMITATO ANCHE NELLE FOTO (PERCHè HO UNA CONNESSIONE 3 GIGA AL MESE HO STACCATO ……DI CASA.SE AVE TE UN CONSIGLIO DI UN OFFERTA MIGLIORE ,OGNI CONSIGLIO è BENE ACCETTATO. O IN ALTERNATIVA SE VOLETE COLLABBORARE IL MIO N….IBAN..è NELL’ARTICOLO PRECEDENTE INTITOLATO

FOTO DEL 2013 GENNAIO APPENA RIENTRATO DA MILANO MI ANDAVA STRETTO IL GIUBBOTTO ,ORA MI CALZA A PENNELLO







MI DA EVENTUALI ATTACCHI .MA A QUANTO HO POTUTO APPRENDERE IN QUESTO PERCORSO AGRICOLO FORMATIVO ,LE GALLINE FANNO IL SUO LAVORO RAZZOLANO ,SPESSO MI è CAPITATO DI VEDERLE CON DEI RETTILI “VISCIGNE” PICCOLI RETTILI APPENA NATI FORSE CREDO CHE PENSANO CHE SIANO DEI GROSSI VERMI,PERCHè NON CREDO CHE RIUSCIREBBERO A MANGIARLI. A SI NO L’ASINO C’E SEMPRE STATO NELLA MIA VITA CONTADINA ORA SOSTITUITO DA UNA VECCHIA PANDA 4X4 MA IL LETAME PRODOTTO ANCORA LO RACCOLGO ULTIMAMENTE C’E ANCHE UNA JUMENTA ,DA PICCOLO MI VERGOGNAVO A GIRARE IN PAESE CON IL MULO HO LASINO, CHE USAVAMO PER TRASPORTARE I PRODOTTI DEL FONDO AGRICOLO DI BLOGOBUCCO A SI NO ESPRESSIONE VAGA DEL NOSTRO DIALETTO
UNA FAMIGLIA DI CAVALLI DELL’AZIENDA ………GLI ALTRI ANIMALI GLI DEVO ANCORA TROVARE NELLE FOTO FRA LE FOTO DI ANIMALI CHE RICORDO DI AVERE SCATTATO LA PIù IMPORTANTE è QUELLO DELLA NATILIA IL TOPO DI CAMPAGNA,IL RAMARRO LUCERTOLONE DI UN COLOR GIALLO/VERDE ,CALABRONI,CAVALLETTE,GRILLI,CAPRE, PECORE ,AGNELLI ,CANE,QUINDI IL POST RESTA IN SOSPESO MAN MANO RECUPERO LE IMG SARANNO INTEGRATE NEL POST……ANIMALI DI BLOGOBUCCO

GIGA AL MESE CHE FINISCONO APPENA INSERISCO QUALCHE NUOVA IMMAGINE,QUINDI DOVETE ACCONTENTARVI DELLE STRAVECCHIE IMG DEI VECCHI BLOG ABBANDONATI……WW…longobuccor.it…..ortowordpress….agrisila……





colture vecchie e stravecchie ,autoctone e non ,la difficoltà a descrivere le piante del mio fondo ,è sempre dovuto ai nomi in dialetto, “tipo piro lauro,ciavizu,frusci,vritti,”,qualcosa la stò imparando….”.pirsica,parcoco sanquigno,”o sempricemente pesca giallo/rossa.il mio fondo è stato coltivato da chi sà quanti anni ?
ha noi ci piace pensare che il nome reggiola deriva dal’imponenza della chioma a corona,è uno spettacolo a vedere la chioma con i suo ricci luminescenti .la reggiola….la reggina delle castagne.







PERO LAURIS FORSE è IL SUO APPELLATIVO PIù CONSONO NOI DA QUESTE PARTI LO CHIAMIAMO “PIRO LAURO” è UNA BELLA SCOMMESSA RACCOGLIERE QUALCHE PERO LAURIS ,DA QUESTO “PIRULAVURU” ,SONO DOVUTO SALIRE CON LA SCALA
Y è FAR CONOSCERE LE NOSTRE STORIE,I NOSTRI PRODOTTI,LE NOSTRE PIANTI TUTTO QUELLO CHE CI OFFRE LA NATURA.



PRIMERE IL NOSTRO PENSIERO PIù INGARBUGLIATO CHE MAI, FANTASTICO ASSURDO,OLTRE CHE MEDIATICAMENTE ATTIVO DA PIù DI SEI ANNI,PRIMA CON WWW .LONGOBU CCORIGANO.IT POI CON LONGOBUCCOR.IT, BLOGOBUCCO,3 PIETRUZZE DIVENTANO 4,1 2 E 3 TANA PER TUTTI.



