
Ieri mi è capitato di trovare un uccello morto in una tanica di acqua, (recipiente che riempio per annaffiare) ,non so che uccello è, dalla testa sembra un gufo una civetta o come la chiamiamo da queste parti (zagarogna )comunque un grosso uccello pesava circa un chilo e mezzo però era restato immerso nell’acqua per due notti .ho notato che in questi giorni non vedo lei stramaledetta cornacchie , da noi da qualche anno hanno fatto caso .

un mese fa per la prima volta ho visto delle cornacchie che attaccavano un Falchetto cosa insolita mai visti prima.guardado la foto il gufo 黎 morto,sembra che sia stato attaccato da un predatore, più grosso, forse un falco,per quanto riguarda le cornacchie, loro non si fanno vedere da giorni, non so se per il grosso caldo ,o perché c’è un uccello più forte che li minaccia,di certo qualche penna di cornacchie si trovano in giro.
Questo testo lo incollato su Google di gemini
Ecco il risultato

Ritrovare un rapace di quelle dimensioni è una sorpresa non da poco, e la dinamica che descrivi racconta molto di quello che sta succedendo nei tuoi cieli.
Per quanto riguarda l’identificazione, la zagarogna (il nome locale per la civetta o in generale per i rapaci notturni) di solito indica volatili di taglia media. Tuttavia, un peso di circa 1,5 kg è decisamente troppo elevato per una civetta (che pesa sui 150-200 grammi) o per un barbagianni. Con quella stazza, quasi certamente si trattava di un gufo reale (Bubo bubo), o al limite di una poiana o un alocco particolarmente stazzato (anche se l’alocco supera raramente gli 800 grammi). Il gufo reale è un gigante, ha la testa massiccia con i tipici ciuffi auricolari e può facilmente raggiungere quel peso.

La storia della tanica purtroppo è classica: i contenitori d’acqua lasciati aperti o con pareti scivolose diventano trappole mortali per molti animali che cercano di abbeverarsi, compresi i grandi rapaci.
Per quanto riguarda l’enigma delle cornacchie scomparse e dei combattimenti aerei, ci sono diversi elementi da collegare:

- La “guerra” tra cornacchie e falchetti (mobbing): Quello che hai visto un mese fa è un comportamento comune chiamato mobbing. Le cornacchie grigie sono estremamente intelligenti, territoriali e aggressive. Quando avvistano un rapace (un gheppio, un falco pellegrino o persino una poiana), si coalizzano e lo attaccano in volo per scacciarlo dal loro territorio, anche se il falco è un predatore migliore.
- Chi ha aggredito il gufo? Se il gufo morto presentava ferite prima di finire nell’acqua, le opzioni sono due:
- Super-predatore: Un’aquila reale o un falco di grandi dimensioni (se presente in zona). Il gufo reale stesso è un predatore supremo, ma può scontrarsi ferocemente con altri grandi rapaci per il territorio o la difesa del nido.
- L’unione fa la forza: Un gruppo numeroso di cornacchie può attaccare un gufo se questo viene sorpreso di giorno, allo scoperto e vulnerabile. Non lo predano per mangiarlo, ma lo molestano ferocemente fino a ferirlo o farlo cadere.
- Perché le cornacchie non si vedono più?
- Il caldo estremo: Con le alte temperature estive, i corvidi riducono drasticamente l’attività nelle ore centrali. Si rifugiano nella fitta vegetazione lungo i valloni o vicino ai corsi d’acqua, muovendosi solo all’alba o al tramonto.
- Cambio di zona o muta: In questo periodo dell’anno completano la muta delle penne (e questo spiega le penne che trovi in giro) e diventano più schive e meno rumorose.
- Presenza di un nuovo predatore: Se in zona è stanziale una coppia di grandi rapaci (o se il gufo stesso era attivo nella zona prima di morire), le cornacchie potrebbero aver scelto di spostare il raggio d’azione o di mantenere un profilo molto più basso.
Per evitare che la tanica si trasformi di nuovo in una trappola per la fauna selvatica, un piccolo trucco utile è lasciare immerso nel recipiente un ramo robusto o un’asse di legno che fuoriesca dal bordo: in questo modo, qualsiasi animale ci cada dentro (dall’uccello al ramarro) ha una via di fuga per arrampicarsi ed uscire.



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