Pip: Benvenuti a Blogobucco, dove si parla di origano, muri di pietra e pastori di capre — e dove ogni post di Cataldo arriva diretto dalla montagna, senza filtri.
Mara: Oggi esploriamo tre territori: la propagazione delle piante aromatiche, i lavori nel viale alberato, e la vita dei pastori sul confine con la Sila. Iniziamo dalle radici — nel senso letterale del termine.
Coltivare e propagare: origano e timo
Pip: Il tema è semplice ma non banale: quando si può dividere una pianta aromatica, e cosa cambia se l’acqua manca?
Mara: Il post sull’origano mette subito le carte in tavola: “Se si ha l’acqua il discorso cambierebbe, forse! l’origano avrebbe la seconda fioritura di questi tempi. È una cosa che non ho potuto sperimentare, visto la mia situazione idrica.”
Pip: Quindi non è pigrizia sperimentale — è che Longobucco, paese di montagna, ha un problema d’acqua strutturale. La seconda fioritura dell’origano resta un’ipotesi per chi non ha l’irrigazione.
Mara: Esatto. Il timo, invece, non si tocca adesso perché è in fiore: dividerlo in questa fase sarebbe controproducente. La regola generale che emerge è chiara — il momento ideale è inizio primavera o dopo l’estate, evitando piena estate e pieno inverno.
Pip: E quest’anno c’è una novità rispetto agli anni precedenti: l’origano propagato non va più sotto teli neri da pacciamatura, ma su bancali rialzati con erba sfalciata. Un cambio di metodo piccolo, ma significativo.
Mara: Con un po’ d’acqua durante l’attecchimento, la propagazione si può fare quasi sempre. Il limite non è la tecnica — è la siccità.
Pip: Prossimo passo: dal giardino al viale, dove i sassolini non sono mai solo sassolini.
Tre sassolini al giorno nel viale alberato
Pip: Il viale alberato di querce e castagni è il cantiere permanente di Blogobucco — e il post “I lavori continuano” mostra quanto ogni pietra spostata nasconda un progetto più grande.
Mara: La frase che apre il pezzo dice tutto: “Dietro ogni sassolino, c’è un fiume di pietre di varie dimensioni.” Non è un viale da giardino — è un sito da demolizione e ricostruzione continua.
Pip: Demolire i vecchi muri per costruirne di nuovi che trattengano l’acqua alla base dei castagni: è ingegneria rurale fatta a mano, pietra per pietra.
Mara: Le aiuole di timo seguono il viale fino ai castagni, e lì si trovano anche le lavande più grandi — messe lì per errore, sotto l’ombra dei castagni, dove sopravvivono a stento. Ma ci sono ancora.
Pip: Da un viale di pietre a un sentiero molto più antico — quello dei pastori.
Sulle tracce dei pastori: transumanza e resistenza
Pip: C’è un proverbio calabrese che circola da secoli, e il post “Sulle tracce dei pastori” parte proprio da lì per smontarlo pezzo per pezzo.
Mara: Il detto recita: “Se il mondo vuoi fregare, monaco o vaccaro devi diventare.” E il testo risponde così: “La montagna non fa sconti a nessuno, e bastano pochi minuti d’osservazione per capire quanto la realtà sia diversa.”
Pip: Il punto è che il proverbio funzionava forse per chi guardava i bovini da lontano. Chi guida un gregge di capre vive tutt’altra storia.
Mara: I protagonisti sono Domenico e Antonio, pastori di capre confinanti. Il post descrive la loro transumanza verso i pascoli alti nel Parco Nazionale come “una vera e propria migrazione eroica verso l’alpeggio” — necessaria perché le erbe aromatiche d’alta quota danno al formaggio il suo sapore unico.
Pip: Eroica è la parola giusta, considerando quello che la montagna ha tolto loro di recente.
Mara: Il lupo ha colpito duro, dimezzando il gregge. Il post non lo racconta come aneddoto — lo mette al centro come il prezzo concreto di questa scelta di vita: “Vivere la montagna significa fare i conti con la natura selvaggia e i suoi predatori.”
Pip: Altro che fregare il mondo. Quello che emerge è una lezione di resistenza — e un rispetto per chi la montagna la abita davvero, non la visita.
Mara: E il proverbio, alla fine, racconta più di chi lo ha inventato che di chi pascola le capre sul confine con la Sila.
Pip: Acqua che manca, muri da ricostruire, greggi dimezzati dai lupi — la montagna di Blogobucco non è mai decorativa.
Mara: È un posto dove ogni scelta ha un costo reale. La prossima puntata vedrà cosa succede quando l’autunno entra davvero.



Lascia un commento